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Sphenodon punctatus
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Il mwcatuatara (mwcqmwcgSphenodon punctatus (mwcwGray, 1842)) è un mwdarettile mwdqendemico della mwdgNuova Zelanda, unico rappresentante sopravvissuto dell'mwdwordine dei mweaRincocefali.cite-ref-trd-2-0[2]

Il nome comune è una parola di origine mwfgmaori che significa mwfwaculei sul dorsocite-ref-kcc-3-0[3]; è chiamato anche mwhasfenodonte o mwhqhatteria.

Contents

Note

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Descrizione

I tuatara possono essere lunghi fino a 60mwiq cm e arrivare a pesare 1300mwig g nei maschi, mentre le femmine, di dimensioni più modeste, sono lunghe circa 50mwiw cm e pesano solitamente sui 550mwja g.

Nonostante siano superficialmente simili a delle mwkalucertole, i tuatara se ne discostano per alcune caratteristiche fisiche: per esempio, essi sono privi di mwkqmembrana timpanica esterna, sono provvisti di estensioni uncinate su alcune coste (come negli mwkguccelli) e inoltre presentano due ampie aperture ai lati del mwkwcranio dietro e sopra la cavità che ospita il mwlaglobo oculare. Nel maschio è assente l'organo copulatore.

I tuatara, inoltre, posseggono il "mwlgterzo occhio", ovvero un complesso organo posto sulla sommità del capo (che nelle prime fasi di vita del rettile è ricoperto di squame). Quest'organo è presente anche in molti mwlwsauri, ma mentre in questi ultimi il "terzo occhio" serve per regolare la temperatura corporea, l'utilità di quest'organo nel tuatara è quello di captare la luce di notte.

Questi rettili possiedono all'interno della loro specie una vasta varietà di colorazioni della pelle, dal mwmqrosso mattone al mwmgverde oliva, e come le lucertole sono in grado di liberarsi della loro coda (fenomeno detto mwmwautotomia) per confondere i mwnapredatori e fuggire. La coda ricrescerà però di una pigmentazione diversa rispetto al colore originario.

I tuatara sono rettili nei quali il mwngdimorfismo sessuale (ovvero le differenze fisiche tra i due sessi) è molto accentuato: il maschio possiede, infatti, una testa più grossa, un addome più stretto e una cresta di spine arrotondate dietro la testa e al centro del dorso, mentre nella femmina questa è poco sviluppata.

Biologia

I tuatara sono animali notturni, che abitano in tane che accolgono un solo esemplare, e sono particolarmente attivi tra i 17 °C e i 20 °C (temperature ancora troppo basse per altri rettili). La loro attività è inoltre regolata dagli agenti atmosferici (ad esempio, dato che gli sfenodonti soffrono molto la disidratazione, sono particolarmente attivi durante le giornate piovose dopo una lunga siccità).

Il tuatara trascorre le ore del giorno nelle cavità delle rocce, che spesso divide con una mwpgprocellaria. Poiché lo spazio è poco, i due animali hanno imparato a vivere in comune: la procellaria costruisce il nido e il tuatara, formidabile divoratore di mwpwinsetti, provvede a tenerlo pulito. Così due animali molto diversi possono convivere in armonia.

Durante la notte, invece, questo animale va a caccia delle sue prede (principalmente mwqqvermi, mwqglumache e mwqwinsetti, ma non disdegna mwragranchi o mwrqpesciolini arenati) in mezzo alle rocce o sulla spiaggia; per stanare il cibo scava la sabbia con le zampe anteriori o smuove le rocce nascoste. Questi rettili mangiano un po' di tutto: nidiacei, uova e adulti di molte specie di uccelli marini, oltre che molti insetti, come lo mwrgweta, una grossa specie di cavalletta molto comune in Nuova Zelanda. Lo sfenodonte caccia tramite appostamento, catturando la prima preda commestibile che gli passa davanti: se questa è piccola, l'afferra con la lingua inghiottendola intera, mentre se è più grande e coriacea esso la smembra con i denti. Questo rettile, infatti è dotato di una sola fila di denti nella mwrwmandibola che si incastra con una doppia fila di denti nella mascella; caratteristica unica tra le specie animali viventi.

Durante l'inverno e la primavera si mwsqiberna, per risvegliarsi solamente all'inizio di giugno.

Nella stagione riproduttiva i maschi delimitano il proprio territorio e si mettono in mostra per attirare eventuali compagne. Quando due maschi rivali si incontrano, possono confrontarsi con rituali e lotte. Nel primo caso, i tuatara si allineano fianco a fianco spalancando lentamente la bocca e richiudendola con uno scatto. Se ciò non sortisce effetto, inizia la vera e propria lotta con morsi e trascinamenti.

L'accoppiamento ha luogo tra la fine dell'mwtaestate e l'inizio dell'mwtqautunno australe (da gennaio a marzo). La femmina depone da 2 a 15 uova in una tana da essa scavata. Queste uova, lunghe circa 3mwtg cm e rivestite di un guscio membranoso, schiuderanno solo dopo 13-15 mesi. Le uova non contengono albume e il tuorlo riempie tutto il guscio. Così come nei mwtwcoccodrilli, i piccoli tuatara hanno sul muso una protuberanza (detta "dente da uovo") che li aiuta a fendere l'involucro dell'uovo per uscirne. I piccoli appena nati misurano da 15 a 17 centimetri di lunghezza.

Il sesso dei nascituri dipende dalla temperatura dell'incubazione: le uova più calde tenderanno a far schiudere tuatara maschi, quelle più fredde tuatara femmine. Le uova incubate a 21mwuq °C hanno una probabilità del 50% di essere sia maschio che femmina, ma già a 22mwug °C, si ha l'80% delle probabilità che il cucciolo sia maschio. A 20mwuw °C, c'è l'80% di probabilità che i cuccioli siano femmine; a 18mwva °C tutti i cuccioli saranno femmine.

Il tuatara è il rettile con il più lungo periodo di crescita: questo rettile aumenta le sue dimensioni fino ai 35 anni di età.

I tuatara sono tra gli animali più longevi, i maschi infatti possono vivere per più di 100 anni.cite-ref-4[4]

Distribuzione e habitat

Il tuatara vive esclusivamente nelle piccole isole al largo dell'mwbgIsola del Nord, in mwbwNuova Zelanda. Originariamente diffuso su tutte le isole neozelandesi, fu sterminato dall'avvento di mwcaratti, mwcqfaine, mwcgdonnole e mwcwcani, che furono introdotti durante la mwdacolonizzazione umana a partire dai polinesiani fino ad arrivare agli europei; oggi se ne contano appena 60000 esemplari. Attualmente, la specie è stata dichiarata protetta, e si sta studiando il reinserimento in natura; grazie soprattutto agli zoo di mwdqHamilton e di mwdgWellington, si potranno forse ripopolare le isolette in cui, un tempo, era presente il tuatara. Anche il Mount Bruce National Wildlife Centre, importante riserva di animali selvatici propri della Nuova Zelanda, sta studiando un programma di accoppiamento in cattività per questi rettili.

Tassonomia

In passato le popolazioni delle Brothers Islands venivano inquadrate come una specie a sé stante (mwegSphenodon guntheri); recenti studi genetici hanno concluso che non vi sono elementi per considerarle come specie separata.cite-ref-8[8]

Conservazione

Nel corso degli ultimi 150 anni, i tuatara si sono estinti su dieci isole neozelandesi a causa della distruzione del loro mwgqhabitat e dell'introduzione da parte dell'uomo di specie "aliene" (come maiali, cani e gatti). Delle 30 popolazioni rimaste, 8 sono minacciate da un tipo di ratto (mwggmwgwRattus exulans) introdotto dall'uomo.
Nonostante ciò, il numero di tuatara oggi è stabile anche grazie all'intervento del governo neozelandese (che per esempio ha ripulito una serie di isole dai predatori per la conservazione di questi rettili).

Note

cite-note-iucn-11. mwja(mwjqmwjgEN) Australasian Reptile & Amphibian Specialist Group 1996, mwjwmwkaSphenodon punctatus, su mwkqmwkgIUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, mwkwIUCN, 2020.
cite-note-trd-22. mwlwmwmamwmqSphenodon punctatus, su mwmgThe Reptile Database. mwmwURL consultato il 17 luglio 2014.
cite-note-kcc-33. mwnwmwoamwoqThe Tuatara, su mwogKiwi Conservation Club: Fact Sheets, Royal Forest and Bird Protection Society of New Zealand Inc., 2007. mwowURL consultato il 2 giugno 2007.
cite-note-44. mwpwIl record di Henry: padre a 111 anni , articolo del mwqamwqqCorriere della Sera, del 26 gennaio 2009
cite-note-52. mwrqDaugherty C. H., Cree A., Hay J. M., Thompson M. B., mwrgmwrwNeglected taxonomy and continuing extinctions of tuatara mwsa(Sphenodon)mwsq, in mwsgNature, vol.mwsw 347, n.mwta 6289, 1990, pp.mwtq 177-179, mwtgDOI:mwtw10.1038/347177a0.
cite-note-recovery-63. mwuwPeter Gaze, mwvamwvqTuatara recovery plan 2001–2011 (mwvgmwvwPDF), Threatened Species Recovery Plan 47, Biodiversity Recovery Unit, mwwaDepartment of Conservation, Government of New Zealand, 2001, mwwqISBNmwwg 0-478-22131-2. mwxaURL consultato il 2 giugno 2007 mwxq(archiviato dall'mwxgurl originale il 5 novembre 2011).
cite-note-74. mwygBeston, Anne, mwywmwzaNew Zealand Herald: Tuatara Release (mwzqmwzgPDF), su mwzwtiritirimatangi.org.nz, 25 ottobre 2003. mw0aURL consultato l'11 settembre 2007 mw0q(archiviato dall'mw0gurl originale il 4 ottobre 2007).
cite-note-88. mw1gHay J.M., Sarre S.D., Lambert D.M., Allendorf F.W., Daugherty C.H., mw1wmw2aGenetic diversity and taxonomy: a reassessment of species designation in tuatara (Sphenodon: Reptilia), in mw2qConservation Genetics, vol.mw2g 11, 2010, pp.mw2w 1063-1081.

Bibliografia

• mw3w(EN) AA. VV., Reptiles & Amphibians, Weldon Owen, 1992, pp. 218-223.
• citerefminelli-1987Giuseppe Minelli, 18 - Il tuatara, in I rettili conquistano la terra, collana Storia della vita e degli animali, illustrazioni di Berselli e Tamer, Milano, Jaka Book, 1987, ISBN 88-16-57036-9. URL consultato l'11 gennaio 2026. Ospitato su Google Libri.
• citerefbaschieri-salvadori-1972Francesco Baschieri Salvadori, Nel meraviglioso regno degli Animali, 1 e 5, Curcio editore, 1972, ISBN non esistente.
• Daugherty, Charles and Cree, Alison. (1990). mw4wTuatara: a survivor from the dinosaur age. New Zealand Geographic, mw5a6, (April–June 1990): 60.
• Lutz, Dick (2005), mw5gTuatara: A Living Fossil. Salem, Oregon: DIMI PRESS.
• mw6a(EN) Mary McKintyre, Conservation of the Tuatara, Victoria University Press, 1997, ISBN 0-86473-303-8.
• Newman D. G. (1987). mw6gTuatara. Endangered New Zealand Wildlife Series. Dunedin, New Zealand: John McIndoe.
• mw7a(EN) Brian Parkinson, The Tuatara, Reed Children’s Books, 2000, ISBN 1-86948-831-8.

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Sphenodon punctatus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Sphenodon punctatus, su Catalogue of Life.
• citereffossilworks-org(EN) Sphenodon punctatus, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Sphenodon punctatus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefitis(EN) Sphenodon punctatus, su ITIS.
• citerefiucn(EN, JA, FR, ES) Sphenodon punctatus, su Lista rossa IUCN.
• citerefreptile-database(EN) Sphenodon punctatus, su Reptile Database.
• mw8wTuatara, su New Zealand Ecology: Living Fossils, TerraNature Trust, 2004. URL consultato il 10 novembre 2006.
• mw9qFacts about tuatara, su Conservation: Native Species, Threatened Species Unit, Department of Conservation, Government of New Zealand. URL consultato il 10 febbraio 2007 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2007).